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Nella Stanza del Cinema al Ducale “La clamorosa avventura cinematografica di Philip Seymour Hoffman”

Un curriculum di alto profilo, culminato con la partecipazione a The Master, ideale chiusura di un percorso artistico che lo riconcilia a Paul Thomas Anderson e che gli frutta la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia, il suo canto del cigno e il presagio di un destino autodistruttivo che lo ha portato a una prematura scomparsa, ad appena 46 anni, esattamente un decennio fa

Nuovo appuntamento a Palazzo Ducale con la Stanza del Cinema, iniziativa organizzata dal Gruppo Ligure Critici Cinematografici (SNCCI) in accordo con la direzione del Ducale.

Lunedì 12 febbraio, alle 17:30, nella sala della Società Ligure di Storia Patria (al piano terra), Andrea Bosco presenterà al pubblico della Stanza del Cinema un approfondimento dedicato alla clamorosa avventura cinematografica di Philip Seymour Hoffman, interprete poliedrico e versatile che ha segnato indelebilmente la grande stagione della scena indipendente americana a cavallo fra i due secoli: una carriera costituita da una lunga e a volte mortificante gavetta cui ha dato una svolta decisiva l’incontro con il regista Paul Thomas Anderson, che ne ha fatto il suo attore feticcio e lo ha voluto regolarmente nel cast dei suoi primi progetti, ovvero Sydney, Boogie Nights, Magnolia e Ubriaco d’amore.

Seguono altre brevi ma significative apparizioni ne Il grande Lebowski dei fratelli Coen e in Happiness di Todd Solondz e parti più sostanziose ne Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella e ne La 25ª ora di Spike Lee, senza dimenticare personaggi di culto come il Lester Bangs di Quasi famosi, fino all’irripetibile opportunità di Truman Capote, che lo porta alla vittoria di un meritatissimo Premio Oscar per il miglior attore protagonista e lo proietta nell’Olimpo di Hollywood, garantendogli quei ruoli di primo piano fino a quel momento inaccessibili, ad esempio ne La famiglia Savage di Tamara Jenkins, in Synecdoche, New York di Charlie Kaufman e ne Il dubbio di John Patrick Shanley, teatro di fenomenali duelli attoriali con Meryl Streep, e la chance di collaborare alle opere di congedo di maestri come Sidney Lumet, in Onora il padre e la madre, e Mike Nichols, ne La guerra di Charlie Wilson. Un curriculum di alto profilo, culminato con la partecipazione a The Master, ideale chiusura di un percorso artistico che lo riconcilia a Paul Thomas Anderson e che gli frutta la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia, il suo canto del cigno e il presagio di un destino autodistruttivo che lo ha portato a una prematura scomparsa, ad appena 46 anni, esattamente un decennio fa.

Sarà l’occasione per ripercorrere e rivedere sullo schermo le tappe fondamentali dell’attività di chi è stato spesso definito il più grande attore statunitense della sua generazione, una figura preziosa di cui oggi sentiamo moltissimo la mancanza. Gli appuntamenti con la Stanza del Cinema si svolgono il primo e il secondo lunedì del mese, per parlare delle pellicole approdate in sala e proporre approfondimenti su temi e personaggi della storia della Settima Arte. La discussione è aperta alla partecipazione del pubblico.

L’ingresso è libero.

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